Aneurismi cerebrali non rotti

Spetta al neurochirurgo valutare se la lesione necessita di un trattamento o solo di osservazione. Attualmente la letteratura non fornisce delle linee guida affidabili ma solo degli orientamenti.
Il giusto approccio è la valutazione caso per caso, tenendo in considerazione età, sede della lesione e stato psicologico del paziente nei confronti della nuova patologia. Bisogna anche considerare che il trattamento di un aneurisma non rotto presenta nella maggior parte dei casi, rischi di morbilità e mortalità nettamente inferiori all’emorragia subaracnoidea che rappresenta una patologia aggiuntiva con tutta una serie di complicanze non correlate alla lesione vascolare, ma al sangue che “irrita” la superficie cerebrale.

Il trattamento neurochirurgico degli aneurismi non rotti è elettivo e presenta rischi contenuti in relazione alle dimensioni della sacca, della posizione della lesione e dell’età del paziente.

Se il team multidisciplinare ha espresso indicazione al trattamento le possibilità sono due:

 

  1. Trattamento microchirurgico
  2. Trattamento endovascolare

Il trattamento endovascolare non è un’alternativa a quello microchirurgico, ma una scelta di intervento vera e propria. Alcuni aneurismi infatti hanno un’indicazione alla chirurgia, altri al trattamento endovascolare. Sarà il team a valutare in base a ciascun caso il trattamento d’elezione.
Il trattamento microchirurgico consiste nell’escludere la sacca aneurismatica mediante il posizionamento di una o più “clip” (piccole mollette) a livello del colletto della malformazione. Viene eseguito con l’ausilio delle più moderne tecnologie:

 

– Microscopio operatorio

– Fluoroangiografia intraoperatoria

– Monitoraggio Neurofisiologico intraoperatorio

– Endoscopia 3D

– Microdoppler intraoperatorio
I rischi sono contenuti considerato che i vasi cerebrali sono appoggiati sulla superficie dell’encefalo e non dentro e che quindi l’intervento microchirurgico “lavora” sulla superficie senza superare il tessuto cerebrale. Fondamentale l’uso dei “monitoraggi intraoperatori” per la valutazione motoria e sensitiva del paziente durante il corso del trattamento.
Il trattamento endovascolare è una normale procedura angiografia che consiste nel raggiungere i vasi cerebrali attraverso l’arteria femorale e nel riempire la sacca aneurismatica con piccoli filamenti in titanio o posizionando stent (piccoli cilindri di materiali malleabili) che escludono l’aneurisma dal cerebrale.
I rischi sono correlati alla possibilità di avere eventi ischemici transitori o permanenti (più alti nello stent che nelle spirali) e nella possibile rottura dell’aneurisma intraprocedurale.
I risultati del trattamento endovascolare possono non essere definitivi e necessitano di follow up seriati negli anni.