Chirurgia Vertebrale

1) Ernia discale lombare: per ernia discale si intende la rottura dell’anulus fibroso e la fuoriuscita del nucleo polposo con compressione radicolare ed insorgenza di lombalgia e sciatalgia (algia irradiata a tutto l’arto inferiore) La discopatia rappresenta invece una comune causa di lombalgia spesso dovuta a protrusione (in questo caso l’anulus è preservato). Il disco vertebrale che normalmente ha una funzione di “ammortizzatore” ed è ad alto contenuto d’acqua nella discopatia perde progressivamente la sua idratazione e parallelamente la sua funzione ammortizzante.

La discopatia è solo un fattore predisponente per un’ernia discale. Ci sono centinaia, migliaia di discopatie e relativamente poche ernie. Al contrario quasi tutte le ernie compaiono su un quadro di discopatia.

Lombalgia: articolo Unione Sarda “salute”

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2) Stenosi del canale spinale: in considerazione dell’aumento dell’età media la patologia degenerativa è aumentata esponenzialmente negli ultimi 20 anni. La stenosi è un restringimento del canale spinale “a clessidra”. Ha un’evoluzione lenta della durata di circa 5-6 anni e progressiva difficoltà durante la deambulazione. LA clinica è detta “claudicatio neurogena” ossia la riduzione della autonomia di marcia, il paziente cammina, ma si deve fermare dopo una distanza che nel tempo diventa sempre minore (anche 50 metri) per dolori agli arti inferiori, dopo qualche minuto riprende a camminare. La stenosi rappresenta ormai la patologia più comune spinale e risulta essere risolvibile mediante semplice intervento chirurgico di microdecompressione bilaterale per via monolaterale.

Il paziente esce in prima giornata, non deve usare corsetto e può riprendere una vita normale dopo tre settimane.

Prima dell’intervento viene effettuata una semplice RM lombo-sacrale e una RX lombo-sacrale “dinamica” in flesso estensione  che valuta la stabilità dei segmenti interessati dalla stenosi. Se stabile si può effettuare l’intervento miniinvasivo di microdecompressione . In caso di instabilità si dovrà procedere a microdeocompressione e stabilizzazione vertebrale. La stenosi diventa una spondilolistesi degenerativa”

3) Ernie e stenosi cervicali: l’ernia cervicale è patologia molto comune caratterizzata da forte cervicalgia irradiata all’arto superiore spesso fino alla mano. La stenosi cervicale  merita più attenzione per il fatto che il midollo rimane compresso per un lungo periodo a causa di “becchi ossei” detti osteofiti. Pertanto la clinica varia da semplice brachialgia (dolori alle braccia con frequente prevalenza di un lato) a gravi mielopatie (cioè un danno del midollo) e coinvolgimento degli arti inferiori, della deambulazione e dei movimenti fini delle mani. Purtroppo il danno midollare lascia spesso esiti nonostante un pronto intervento.

Il trattamento consiste (seguendo la nostra esperienza) in un 90 % di approcci per via anteriore (sia per ernie che per stenosi). Approccio elegante mini-invasivo. Viene eseguito in microscopia che permette una asportazione dell’erni o della stenosi. Il disco viene poi sostituito da una piccola cage (uno spessore). Intervento della durata di 60 minuti con paziente dimesso il giorno dopo. Collare per tre settimane. Gli approcci per via posteriore sono riservati ai casi di grave mielopatia multilivello e paziente >75 anni. Consiste in un intervento chiamato “laminoplastica”. Si effettua, sempre in visione microscopica, una decompressione posteriore a doppia porta in modo da preservare le lamine. Il midollo recupera il suo spazio. Vengono poi posizionate due lamine artificiali in titanio che impediscono la restenosi cicatriziale.

Il nostro centro effettua circa 450 interventi cervicali/anno. Esiste pertanto uno studio delle mielopatie e programmi di riabilitazione mirata in modo da ottimizzare il recupero. Abbiamo da anni intrapreso ricerche specifiche come l'”analisi del cammino” che permette una valutazione quantitativa e qualitativa del paziente mielopatico prima dell’intervento. Lo stesso studio può essere effettuato nel periodo riabilitativo per quantificare il miglioramento.

4) Spondilolistesi: tecnicamente è uno scivolamento di due o più corpi vertebrali per instabilità. Può essere malformativa o degenerativa (vd stenosi instabile). Il trattamento consiste in “stabilizzazione” ossia nel posizionamento di viti peduncolari e barre. Spesso risulta necessario il posizionamento di uno spessore tra i somi vertebrali.

Presso il nostro centro sono presenti 3 tac intraoperatorie O-Arm e sistemi di neuronavigazione  che permettono un corretto posizionamento delle viti riducendo al minimo i rischi di errore (dal 15% circa al 3 %). Tali sistemi hanno ridotto i tempi del trattamento a circa 60-90 minuti. Il paziente viene mobilizzato in prima giornata con corsetto e dimesso in terza giornata. Corsetto per 45 gg.

5) Tumori spinali